INVIO N°: 025/2012 del 25 Maggio 2012
 
IMU, F24 VALIDO ANCHE SE MANCA IL NUMERO DELLE RATE
- IMPORTANTE CHIARIMENTO DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE DA IL SOLE 24 ORE.COM
 
Il modello F24 per il pagamento dell'Imu deve essere accettato dalle banche anche se non indica il numero delle rate con cui si versa l'imposta sull'abitazione principale.
Il chiarimento è arrivato ieri sera (24 maggio ndr) con un comunicato delle Entrate, al termine di una giornata segnata da un nuovo allarme dei Caf, dopo quello sui codici tributo di qualche settimana fa.
L'Agenzia precisa – e questa è una novità – che «è ora necessario indicare nella delega di pagamento F24 il numero di rate scelto dal contribuente per il pagamento di giugno», ma aggiunge che le deleghe già compilate senza questo dato sono comunque corrette.
Il primo a segnalare l'intoppo è stato il Caf Acli, poi seguito dalla Consulta nazionale dei Caf.
In pratica, ieri centinaia di pensionati e lavoratori dipendenti si sono visti respingere da banche, poste e agenti di riscossione le deleghe di pagamento prive dell'indicazione della scelta all'interno del riquadro «rateazione/mese rif.». Un problema non da poco, perché i Caf nelle scorse settimane hanno consegnato ai contribuenti un milione e mezzo di F24 con il riquadro in bianco.
Tutti modelli pronti per il pagamento, che però nella stragrande maggioranza dei casi non sono ancora stati portati in banca dai diretti interessati e che quindi rischiavano di essere bocciati.
Per capire come si è arrivati a questa situazione è necessario fare un passo indietro.
Il nuovo modello F24, quello con la «Sezione Imu» al posto della «Sezione Ici», è stato approvato il 12 aprile scorso dalle Entrate, insieme alla risoluzione 35/E che ha messo a punto i nuovi codici tributo da utilizzare per il versamento dell'imposta. Nelle istruzioni al modello, ancora ieri si leggeva che «lo spazio "rateazione" non deve essere compilato».
E d'altra parte l'indicazione delle rate era sicuramente superflua nel momento in cui sono state scritte le istruzioni, perché l'Imu andava versata sempre e comunque in due step: acconto entro il 18 giugno, saldo entro il 17 dicembre. Pochi giorni dopo, è intervenuta la legge 44/2012 – approvata dal Senato il 26 aprile – che ha convertito il decreto fiscale, introducendo la possibilità di pagare l'Imu sull'abitazione principale in tre tempi, con una seconda rata d'acconto entro il 17 settembre. Ma gli operatori dei Caf, forti delle istruzioni ufficiali, hanno continuato a compilare le deleghe senza indicare il numero delle rate. Del resto, anche la prima versione del vademecum diffuso venerdì scorso dalle Finanze riportava in bianco il riquadro, mentre quella attualmente scaricabile dal sito del dipartimento contiene i codici per la rateazione.
Ad ogni buon conto – spiega Paolo Conti, direttore del Caf Acli – tutto è filato liscio finché non sono entrate in azione le nuove specifiche tecniche per gli sportelli bancari e postali, che prevedono il "rifiuto" dei modelli in cui non è stata compilata la casella rateazione. Ecco perché, al di là del chiarimento delle Entrate, è importante che i software vengano aggiornati rapidamente. Tra l'altro, sembra che alcuni di essi non prevedessero il codice nel formato corretto, che è «0101» per chi paga l'acconto a giugno e il saldo a dicembre, mentre diventa «0102» per chi aggiunge la rata di settembre (infatti è l'acconto a essere eventualmente diviso in due, mentre quello di dicembre è il saldo e fa storia a sé e avrà il codice «0101»).
Senza l'indicazione delle rate prescelte, il Comune in cui si trova l'abitazione principale non potrà sapere se l'importo versato dal contribuente corrisponde a metà o ad un terzo dell'imposta calcolata secondo l'aliquota nazionale, e quindi non potrà calcolare con certezza il gettito del tributo.
Ma l'ostacolo forse è più teorico che pratico, dato che secondo le stime del Caf Acli quasi tutti i proprietari stanno scegliendo la formula giugno-dicembre, senza la rata di settembre. E comunque il problema riguarda solo l'abitazione principale (in pratica, il rigo con il codice tributo 3912): per gli altri fabbricati, la rateazione non è possibile e il vademecum delle Finanze lascia il riquadro in bianco.

IL MODELLO

SE SI PAGA A GIUGNO
Chi paga l'Imu sull'abitazione principale e relative pertinenze in due step (giugno-dicembre), entro il 18 giugno deve barrare la casella «acconto» e indicare nella casella «rateazione/mese rif.» il codice «0101». In questo caso l'acconto è pari al 50% dell'imposta annua calcolata secondo le aliquote nazionali (0,4% e detrazione di 200 euro). Se il modello F24 è stato compilato senza il codice delle rate è corretto e va accettato.

SE SI PAGA A GIUGNO E SETTEMBRE
Chi sceglie di pagare l'imposta in tre step, cioè spezzando in due l'acconto (18 giugno e 17 settembre) oltre al saldo (18 dicembre) deve indicare nel riquadro dedicato alla rateazione il codice «0102». A settembre, invece, userà il codice «0202», mentre il saldo avrà sempre il codice «0101». Anche in questo caso, il modello già compilato senza questi codici va accettato da banche, poste e agenti della riscossione.

da il sole24ore.com

 
Al fine di ricevere regolarmente la newsletter, ricordi di scaricare periodicamente la posta elettronica mantenendo sempre la Sua casella al di sotto del limite massimo di capienza poiché qualora un messaggio di Informa On Line dovesse raggiungere una casella di posta elettronica piena, l’e-mail verrebbe automaticamente respinta con la relativa perdita dell’informazione.
Se non vuole più ricevere Informa On Line risponda a questa e-mail dalla stessa casella a cui è pervenuta scrivendo: Cancellami
Cordiali Saluti da Informa On Line   
(Antonello Gaias)