INVIO N°: 012/2011 dell'11 Marzo 2011
 
MEDIATORI PROFESSIONISTI: PRONTI AL DEBUTTO 8.000 CONCILIATORI
- DA IL SOLE 24 ORE.COM
 
Il 20 marzo, quando scatterà la conciliazione obbligatoria, scenderanno in campo almeno 8mila nuovi mediatori. Sono i professionisti iscritti agli albi che hanno già completato la formazione e sono pronti a fare da paciere.
L'udienza del 9 marzo scorso del Tar del Lazio, in merito al ricorso contro il nuovo istituto della conciliazione presentato dall'Organismo unitario dell'avvocatura, insieme ad alcuni ordini e associazioni forensi, si è conclusa infatti con un nulla di fatto. Ovvero, senza la sospensiva auspicata dall'avvocatura per bloccare il provvedimento, facendo cadere l'ultimo ostacolo all'entrata in vigore del dlgs n. 28/2010, prevista per il prossimo 20 marzo.
Il TAR Lazio, quindi, ha preso momentaneamente tempo in attesa di pronunciarsi, la decisione che dovranno prendere i giudici della prima sezione non ci sarà probabilmente prima di fine marzo in quanto molto complessa: sono state sollevate, infatti, questioni di legittimità costituzionale in merito agli articoli 5 e 16 del Decreto Legislativo 4 marzo 2010, n. 28.
Il prossimo 20 marzo sarebbe dovuta entrare in funzione anche la parte obbligatoria per alcuni tipi di cause, per esempio, per le controversie condominiali oppure per quelle relative ai sinistri stradali, il tentativo di conciliazione sarebbe dovuto diventare «condizione di procedibilitá».
In altre parole, prima di adire il tribunale o il giudice di pace, sarebbe stata obbligatoria la preventiva visita presso uno degli organismi di mediazione accreditati dal ministero della Giustizia.
Ma con l'approvazione bipartisan di un emendamento alla legge di conversione del Dl milleproroghe nelle commissioni riunite Affari costituzionali e bilancio del Senato, la conciliazione, per condominio e sinistri stradali, partirà dal 20 marzo 2012.
Comunque, già da questo 20 marzo, ottomila conciliatori sono pronti a contendere il terreno proprio agli avvocati, da sempre contrari alla riforma, e principali ispiratori della proroga di un anno relativa alle materie di condominio e incidenti stradali.
E se per i legali – data la situazione – è difficile stimare quanti saranno coloro che dal 20 marzo (anzi per l'esattezza da lunedì 21) indosseranno la "giacca" del mediatore, per molte altre professioni interessate i numeri sono piuttosto chiari.
I più determinati sono i dottori commercialisti ed esperti contabili. «Ci sono già 5mila colleghi pronti a partire – spiega Felice Ruscetta, che siede nel consiglio nazionale –. E il numero aumenta di giorno in giorno.»
I dottori commercialisti si sono anche accreditati come organismi di mediazione: «Al momento – prosegue Ruscetta – sono impegnati alcuni ordini e la fondazione "Adr commercialisti", partecipata al 100% dal consiglio nazionale».
Numeri importanti li metteranno in campo anche i consulenti del lavoro: «Mille sono già pronti e altri mille diventeranno conciliatori a breve», afferma Rosario de Luca, presidente della fondazione studi della categoria. Che aggiunge: «A giorni il consiglio nazionale otterrà l'accreditamento e a ruota seguiranno gli ordini provinciali».
Ai blocchi di partenza ci saranno anche circa cento notai. «Il notariato, che dal 2005 può contare su Adr notariato che si è già accreditato come organismo di conciliazione, ha intenzione – spiega Paolo Setti, vicepresidente del consiglio nazionale – di intervenire anche sul versante della formazione».
La conciliazione ha dato però una scossa anche alle altre professioni, tradizionalmente più "lontane" dal pianeta giustizia.
A partire da agronomi, agrotecnici e periti agrari che il 21 marzo schiereranno almeno 1.500 mediatori. «Gli agronomi formati – sottolinea Andrea Sisti, presidente del consiglio nazionale – saranno 500-600. Abbiamo, inoltre, chiesto di accreditare come organismo di conciliazione sia il consiglio nazionale sia una decina di ordini».
Oltre 500 saranno anche i conciliatori-agrotecnici: «Ma potrebbero arrivare – commenta il presidente Roberto Orlandi – a quota 800».
I periti agrari saranno 120. «E i numeri sono destinati a crescere», afferma il presidente Andrea Bottaro.
Per ingegneri, architetti e geometri la situazione è diversificata.
I geometri hanno già formato 600 mediatori. «Ma – aggiunge il consigliere Antonio Benvenuti – c'è una forte richiesta. Il 30 marzo, in una riunione con tutti i presidenti dei collegi provinciali, decideremo se accreditare il consiglio nazionale».
Più cauti ma interessati gli architetti. «Siamo stati rallentati dal tira e molla sulla proroga» dichiara il presidente del consiglio nazionale Massimo Gallione.
Stessa situazione per gli ingegneri. «Non sappiamo – afferma il consigliere nazionale Roberto Brandi – quanti siano i conciliatori già formati, ma c'è fermento. Come consiglio nazionale abbiamo già approntato il regolamento con le linee guida per gli ordini che desiderano diventare organismi di conciliazione».
Pochi – ma solo per ora – i conciliatori nelle fila dei periti industriali. «Il consiglio nazionale – spiega il presidente Giuseppe Jogna ha però presentato la richiesta di accreditamento».
Tutto da fare, invece, per i geologi. «Sono stati rinnovati i vertici del consiglio nazionale – spiega il presidente Gian Vito Graziano – e siamo stati presi da altri problemi. Ma recupereremo».
E gli avvocati ? Di certo c'è che 14 ordini si sono già accreditati e da un'indagine del consiglio nazionale forense è risultato che altri 104 sono interessati a farlo. La posizione dell'avvocatura sulla riforma, però, rimane molto critica. «Il regolamento sulla conciliazione è viziato da un eccesso di delega ed è anticostituzionale – sottolinea Maurizio De Tilla, presidente dell'Oua – e anche se il Tar mercoledì dovesse darci torto, andremo al consiglio di Stato. È tutta la legge a dover essere modificata, a cominciare dall'aspetto dell'obbligatorietà della conciliazione, destinato a fallire».
 
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