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Diventa legge il Piano Casa della Sardegna. Dopo un confronto durato più di un mese, il piano per il sostegno all’economia mediante il rilancio del settore edilizio è stato approvato in Consiglio Regionale con 39 voti favorevoli, 20 contrari e un astenuto.
Data l'urgenza, la legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale e avrà una validità di 18 mesi. I lavori dovranno iniziare entro 36 mesi e possono essere effettuati su immobili realizzati entro marzo 2009 o accatastati entro 30 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento.
Zone costiere: Via libera agli ampliamenti del 10% per le costruzioni situate nella fascia costiera fino a 300 metri dal mare, ridotta a 150 nelle isole minori. Le zone costiere, inizialmente considerate un limite invalicabile per l'applicazione del Piano Casa, hanno via via lasciato il passo a interventi sempre più invasivi. Dalle proposte di incentivi per quanti volessero abbattere gli immobili nella fascia dei 300 metri per ricostruirli altrove con premio volumetrico, si è infatti passati alla liberalizzazione degli aumenti di cubatura in area protetta.
Nelle zone urbane interne possono essere realizzati aumenti volumetrici del 20% sugli edifici residenziali uni e bifamiliari e del 30% in caso di demolizione e ricostruzione con miglioramenti a vantaggio del risparmio energetico. Incluse negli incrementi anche le zone agricole e i centri storici. In quest’ultimo caso gli interventi sono subordinati alla delibera del Consiglio comunale. Sono escluse le zone a vincolo integrale.
Bonus maggiormente permissivi per le strutture ricettive, che potranno essere ingrandite fino al 35%. La legge urbanistica prevedeva già per alberghi e residence ampliamenti del 25% previo accordo tra Comune e Regione.
Verande e sottotetti potranno infine essere recuperati a scopo abitativo se alti almeno 2,40 metri, senza però la possibilità di realizzare sopraelevazioni. Stessa chance per i seminterrati, a esclusione di quelli situati in aree a rischio idrogeologico.
Titoli abilitativi: La Dia, Denuncia di inizio attività, deve essere presentata per gli interventi di aumento delle cubature. Va richiesto invece il permesso di costruire per le demolizioni e ricostruzioni, ma anche per l'ampliamento di immobili esistenti ricadenti nelle zone A, E, F o costiere.
Controlli: La legge introduce una Commissione regionale di valutazione per la tutela del paesaggio, composta da tre esperti di livello internazionale. Il suo compito è il monitoraggio degli interventi, indirizzati al miglioramento della qualità architettonica e all’attuazione delle norme sul risparmio energetico. Per il Governatore Cappellacci la Commissione affiancherà l'Ufficio regionale del Piano Paesaggistico e la Sovrintendenza nazionale dei beni paesaggistico-ambientali.
Scontri: Il punto più controverso della legge è stato quello che consente gli aumenti volumetrici del 10% all’interno della fascia protetta dei 300 metri dal mare senza l’intesa tra enti locali, costruttori e assessorati all'ambiente e all'urbanistica, prevista dal Piano paesaggistico. Secondo l’opposizione questo strumento di verifica, utilizzato dalla Giunta precedente, consentiva il controllo degli obiettivi del piano. |