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Salvi gli ordinamenti professionali, l'obbligatorietà di iscrizione agli Ordini e le regole per il loro funzionamento.
Esonerate le regole sugli archivi notarili, le disposizioni istitutive delle fiduciarie ma anche le norme che eliminano la pena capitale dal Codice penale e quelle che istituiscono la Festa nazionale del 4 novembre, dichiarano monumenti nazionali la tomba di Giacomo Leopardi e la casa di Giuseppe Verdi.
Raccolte in un unico emendamento del Governo, depositato ieri sera, sono lievitate a 239 (fino a lunedì mattina il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, parlava di «146») le norme pre-repubblicane che si salveranno dalla scure del decreto taglia-leggi 200/2008, in fase di conversione in Aula alla Camera e in scadenza il 20 febbraio.
Un provvedimento (si veda «Il Sole 24 Ore» del 24 gennaio) reso necessario dopo le diverse proteste e richieste di modifica giunte, in commissione, da maggioranza e opposizione, da associazioni, Ordini ed Enti locali (previo vaglio di merito da parte dei ministeri competenti), che avrebbero tagliato – nel ginepraio delle oltre 29mila disposizioni selezionate – anche alcune cornici normative fondamentali per il funzionamento dei moderni apparati.
LE PROFESSIONI
Dalla scure sono salve praticamente tutte le disposizioni che riguardano la tenuta degli Albi (legge 254/1940) e le associazioni (1815/1939); le norme fondamentali per l'elezione dei Consigli (382/1944), alcune disposizioni sulla pratica forense (577/1919), sull'esame per avvocati (509/1943), sull'ordinamento (453/1926) e il decreto luogotenenziale 170/1946 sulle tariffe forensi. Resta la legge 1074/1928 che reprime l'esercizio abusivo delle professioni sanitarie (1074/28) e la loro disciplina giuridica (184/35). Integre anche le regole per l'esercizio della professione di ragioniere (965/1929), tenuta degli Albi e assetto ordinistico per ingegneri e architetti (1296/1930) e le norme per iscriversi all'Albo di questi ultimi (506/1941).
LE FIDUCIARIE
Sfuggita al "disboscamento normativo" anche la legge 1966/1939 con le norme istitutive delle società fiduciarie e di revisione, che aveva sollevato il "pericolo deregulation" da parte del presidente di Assofiduciaria, Gustavo Visentini (si veda «Il Sole 24 Ore» del 7 gennaio). «Una disciplina certamente da aggiornare – aveva detto Visentini – ma che non può far venire meno un quadro di regole certe e un'idonea struttura di vigilanza».
NORME ANTI ABUSI
Corretta anche la "svista" che, eliminando la legge 288/1944, faceva venir meno le norme che tutelano il cittadino da eventuali abusi dei pubblici ufficiali. E tra le diverse leggi "recuperate" c'è anche la 224/1944 che prevede l'abolizione della pena di morte dal Codice penale, la 1354/22 che ha istituito le celebrazioni del 4 novembre (la Festa delle Forze Armate), la costituzione in Comune autonomo delle isole Tremiti (35/32) e l'individuazione di alcuni monumenti nazionali (240/1897 e 26/1901).
Per l'opposizione, ha spiegato Fabio Evangelisti (Idv): «L'emendamento è la dimostrazione che il meccanismo messo in piedi dal Governo per disboscare la giungla legislativa fa acqua da più parti e che è l'ennesimo spot dell'Esecutivo».
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